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Shorinji Kempo

 

Lo Shorinji Kempo, “Boxe (Kempo) Shaolin (Shorinji)”, è un'arte marziale giapponese nata ufficialmente nel 1947 con la fondazione della W.S.K.O. (World Shorinji Kempo Organization) grazie a Doshin So che eresse il tempio principale della disciplina sull'isola dell'arcipelago giapponese Shikoku nella cittadina di Tadotsu.
Lo Shorinji Kempo è dunque nato in tempi relativamente recenti, ma ha in realtà origini antichissime: deriva dallo Shaolinquan, arte marziale per eccellenza, dalla quale si dice che derivino tutte le arti marziali esistenti. Doshin So ha creato, sulla base di questa antichissima disciplina, un nuovo stile ampliandolo con le proprie conoscenze.
Lo Shorinji si basa sull'insegnamento della filosofia orientale dello Zen, il cui scopo è il raggiungimento della saggezza e della pace interiore. È un'arte marziale votata esclusivamente all'autodifesa, costituita da oltre 600 tecniche a mani nude. I livelli di apprendimento variano coi passaggi di grado (le cinture: bianca, verde, marrone, nera) fino al raggiungimento del sesto dan per l'apprendimento tecnico (settimo, ottavo e nono sono gradi di "eccellenza"). La tipica tuta da allenamento è il Keikogi (Dogi), composta da una giaccha e da dei pantaloni bianchi di cotone, molto robusti, stretti in vita dalla cintura (Obi) che indica il grado del praticante (Kenshi).
Lo Shorinji Kempo è diviso in tre categorie, le prime due sono quelle principali:

  • Goho: le tecniche che costituiscono questa categoria sono quelle denominate "dure" (o "attive"), e consistono in un vasto repertorio di atemi, fondamentalmente pugni, calci e parate. Tali tecniche sono sempre animate da un principio difensivo: lo Shorinji Kempo trova infatti la sua massima espressione solo se inteso in termini di difesa e contrattacco;

  • Juho: il Juho rappresenta un gruppo di tecniche "morbide" (o "passive", “Ju” vuol dire, infatti, “cedevole”), che consistono in svincoli, leve e proiezioni. La corretta applicazione di queste tecniche consiste nello sfruttare la forza dell'avversario a proprio vantaggio, senza dunque opporre resistenza;

  • Seiho: il Seiho è lo studio di numerosi punti vitali del corpo umano (lo Shorinji Kempo ne riconosce 138), la conoscenza dei quali è utile sia per applicare correttamente le tecniche (conoscere i punti deboli del proprio avversario è certamente un vantaggio), sia per dare una mano a un compagno in caso di lievi infortuni.

In Italia lo Shorinji Kempo arrivò nel 1973 per opera del maestro Masaki Maehara, i cui primi allievi sono diventati i pioneri dello Shorinji Kempo in Italia, i Sensei: Giuseppe Battista e Riccardo Marchetti fondarono insieme il primo dojo in Italia di tale disciplina: il "Cat Club 2001" di Messina. Nel 1979 il maestro Battista aprì e gestì da solo un proprio dojo denominato "dojo 9" (il nove indica che questo è il nono luogo di allenamento di tale disciplina aperto in tutta Europa). Qui vi rimane lavorando fino all'anno 2000, quando una grave malattia lo costringe a chiudere l'attività pochi mesi prima della sua morte.

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